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Questo mio primo viaggio in America

Questo mio primo viaggio in America sarà sempre vivo nei miei  pensieri e nei miei ricordi, non solo per le bellezze, di certo non poche,  di cui l'America è piena, ma soprattutto per l'impatto con una nuova realtà, un  nuovo modo di vedere le cose, di confrontarsi e porsi in  relazione agli altri.
La cosa che più mi ha colpita dei giorni trascorsi a Buffalo è stata l'ospitalità, sia della famiglia che mi ha accolta, sia dell'intera città. 

Durante quei sette giorni sono stata accolta da una famiglia stupenda e molto calorosa, che non mi ha mai fatta sentire a disagio o fuori dal contesto familiare, anzi mi ha circondata d'affetto e di premure, per me, come per l'altro ragazzo che era in casa con me.
Christie è il nome della ragazza che mi ha ospitata, una ragazza bella, socievole e divertente con la quale ho trascorso sette magnifici giorni.
Durissima è stata la partenza per New York, perché troppo legata a quelle magnifiche persone che ci avevano accolto nelle loro case e specialmente a un ragazzo di nome Niccolò, che ha ospitato un altro amico di viaggio. E' stata la presenza di Christie e della sua famiglia a rendere indelebile questa esperienza.
Indimenticabile l'omaggio alle nostre bandiere (quella italiana, e quella  della nostra amata città: Torremaggiore) ricevuto dagli studenti dell'Hutch-Tech H.S. durante una giornata interamente dedicata alle vicende di Sacco e Vanzetti, svoltasi nella scuola stessa con una breve, ma significante rappresentazione del dramma.
La stessa ospitalità abbiamo ricevuto dal sindaco di Buffalo, Tony Masiello, che abbiamo potuto incontrare nella sua Executive Chambre; ma soprattutto  calorosissima è stata l'accoglienza ricevuta dalla Federazione italo-americana di Buffalo.

Questa è stata la cosa che più mi ha sbalordita  ed emozionata dell'intero viaggio, cioè come sette ragazzi di una cittadina  del foggiano siano stati potuti accogliere da personalità importantissime con tanto affetto, amicizia e rispetto.
Un’occasione durante la quale era  ben evidente questa profonda amicizia e fratellanza è stata la cena nell'ex  quartiere polacco con le altre sette città gemellate con Buffalo: è stata un'occasione travolgente ed emozionante, grazie alla quale siamo venuti a  contatto con nuove culture e tradizioni.
Subito dopo la cena abbiamo raggiunto tutti la chiesa di San Stanislao dove abbiamo potuto assistere con meraviglia ed interesse a balli e canti tipici africani e non.
Tutto questo grazie al grandioso gemellaggio fra le due città.
Molta importanza e spessore culturale ha avuto inoltre il nostro soggiorno, seppur di due giorni, a Boston, alla scoperta dei luoghi di Sacco e Vanzetti  e della loro importantissima influenza su quella che è la storia americana.
Impossibile inoltre dimenticare l'incontro con Joseph Tusiani, il più giovane tra noi giovani, che ci ha mostrato non soltanto la sua bellissima casa, le sue foto e ci ha offerto una ricchissima colazione, ma che ci ha resi partecipi del suo profondo amore per la scrittura e della sua  giovinezza attraverso un dialogo simpatico e coinvolgente con noi ragazzi.
Come è successo e come succede tuttora, tutto questo, purtroppo, è impossibile capirlo o almeno concepirlo per chi non ha vissuto personalmente questa esperienza profondissima, come impossibile è immaginare la grandezza di questo impero, costruito con fatica, grandezza intesa non a livello materialistico, ma a livello umano, riscontrabile in amicizie, affetti e rispetto reciproci.
Angela Sacco

21 Aprile-3 Maggio 2005
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